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L'Ordine dei Minimi

LOGOL’Ordine dei Minimi è una “piccola” famiglia fondata da S. Francesco di Paola, è un istituto religioso clericale di voti solenni, posto come «albero buono nel campo della Chiesa militante» per produrre frutti degni di penitenza. L’Ordine si propone di dare particolare e quotidiana testimonianza della penitenza evangelica con la Vita Quaresimale, quale totale conversione a Dio, intima partecipazione all’espiazione di Cristo e richiamo ai valori evangelici del distacco dal mondo, del primato dello spirito sulla materia e dell’urgenza della penitenza, che comporta la pratica della carità, l’amore alla preghiera e l’ascesi fisica. I religiosi Minimi, per la loro origine eremitica, si rifanno alla spiritualità dei padri del deserto e congiungono la contemplazione con l’azione in modo che tutta la loro vita è compenetrata da spirito apostolico, e tutta l’attività apostolica è animata dalla preghiera. Questa matrice illumina qualsiasi scelta di ministero. Caratteristica dell’Ordine dei Minimi è il voto di Vita Quaresimale. Esso consiste nel vivere permanentemente la Quaresima cristiana nella totale conversione della mente, del cuore e della vita a Dio; nella pratica, come segno esterno, entro e fuori il convento ci si astiene dalla carne e dai suoi derivati e per chi lo desidera l’astinenza si estende anche ai latticini e alle uova. La famiglia Minima comprende i religiosi (I Ordine), le Monache di clausura (II Ordine) e i Laici che, vivendo nel mondo, vogliono seguire lo spinto del Santo (III Ordine). Ciascun ramo ha una regola propria dettata dal Fondatore e approvata dal Papa Giulio II. L’emblema dell’Ordine è il motto Charitas; invoca come speciale Patrona la Madonna del Miracolo “Advocata Minimorum”, celeste protettore è l’Arcangelo S. Michele. Campi d’apostolato privilegiato, in sintonia con il carisma penitenziale, sono il ministero della Parola e della Riconciliazione, apostolato parrocchiale, opere di misericordia, caritative e sociali, insegnamento nelle scuole e nelle università e apostolato tra istituzioni e associazioni marittime per il patronato di S. Francesco sul mare. L’Ordine è presente in Italia dove i frati sono impegnati nell’apostolato parrocchiale, nella gestione di Santuari e case di spiritualità, nell’apostolato del Mare e nell’insegnamento a vario livello; ma è presente anche in Spagna, Repubblica Ceca, Messico, Colombia, Brasile, Stati Uniti, Africa, India, Ucraina, Filippine. S. Francesco con la sua vita e le sue regole è «Luce che illumina i penitenti nella chiesa». Il carisma dell’Ordine è pertanto di grande attualità in quanto rispecchia pienamente gli elementi essenziali della spiritualità cristiana suggeritaci dalla Chiesa, della conversione cioè e della riconciliazione. Spiritualità. Lontani cinque secoli dall’esperienza di vita di S. Francesco di Paola e diversi per storia, cultura, teologia e sensibilità umana e religiosa, si rimane conquistati dalla sua figura e dal suo messaggio. Dalla biografia scritta dall’Anonimo e dalle testimonianze processuali, Francesco di Paola appare come un uomo maturo, profondamente convinto delle idee, motivato e fedele nelle scelte; cristiano con una solida e forte coscienza morale, inserito nella società e nella storia, sempre pronto a discernere ed attuare i segni della volontà di Dio rivelatisi soprattutto attraverso e nella Chiesa. Questa solidità di vita interiore è frutto di una formazione crescente e permanente che ha reso Francesco non un personaggio-simbolo, ma un’autentica personalità, faro, luce e guida per gli uomini del suo tempo. Eremita singolare, unico, originale, novello Giovanni Battista: dalla prima grotta di Paola a quella di Paterno Calabro, alle celle dei suoi conventi, alla corte del re di Francia, nella solitudine o in mezzo alle folle di piccoli e poveri, potenti e signori, Francesco accoglie il suo desiderio di vita solitaria, come un dono personale di Dio da custodire ed arricchire fino alla fine. Un uomo tutto d’un pezzo; rimane fedele a se stesso perché fedele a Dio. Il nostro santo può dire molto all’uomo contemporaneo frastornato da tanti messaggi ma in cerca di risposte piene alla sue profonde domande e ansie. L’uomo d’oggi aspira alla libertà totale, ma desidera agire non dominato dalle ideologie, dagli egoismi deformanti; tende alla realizzazione piena di se stesso ma col tempo rischia di perdere continuamente coscienza di sé. Francesco, vivente nella sua famiglia minima, offre la possibilità di ricuperare le dimensioni fondamentali della vita dell’uomo. Francesco di Paola ha voluto e chiamato i suoi figli “Minimi”, cioè gli ultimi, perché da ultimi siano di testimonianza e di servizio alla Chiesa per la costruzione del Regno. Francesco di Paola non è un letterato né un teologo: è la sapienza della Croce che lo anima e lo muove. E in quest’ottica l’uomo è visto come una creatura limitata, piene di miserie, ma amata di Dio. La vita per Francesco di Paola non è concepita se non nell’ottica della fede. Fede in Dio, unico Signore, che il Paolano incontra ben presto. Francesco conosce, ama e contempla Dio nel volto penitente del suo Figlio. Alla scuola della Croce e del tabernacolo il Paolano scopre l’immensa bontà e il suo amore che sorpassa ogni realtà. Nella grotta di Paola come in tutte le altre, Francesco si lascia scavare e penetrare da questo amore trasformante. La sapienza della Croce fa emergere in lui il senso della vera identità: si considera peccatore, il “minimo dei minimi”. L’amore Crocifisso dà vita all’uomo, l’uomo evangelico che non ha paura di riconoscere la propria realtà creaturale, fatta di povertà, provvisorietà, relatività, finitudine e peccato. Francesco non è l’innamorato cantore poeta dell’amore di Dio: è l’appassionato, instancabile e fedele sposo che non si sazia mai del suo Signore, vita e gioia. La Charitas che anima Francesco, da eremita singolare lo lancia nella storia del suo tempo accanto ai poveri, ai diseredati, ai peccatori. Il Paolano, voce dei deboli contro i potenti, è la mano aperta e tesa verso gli ultimi. Francesco è il tu storico di Dio che si fa contemporaneo dell’uomo sofferente. Il santo di Paola fa della sua vita un dono: la charitas in lui si traduce in gioia, accoglienza, pane, salute, pace, perdono, consolazione e speranza. Charitas: questa è la parola programmatica di Francesco e dei suoi figli. Tutto nella carità e nulla fuori di essa. Il nostro santo non si chiuse alla storia: il dramma degli uomini del suo tempo, combattuti da lotte fratricide, sottoposti ad ingiustizie dai potenti, divisi da interessi particolaristici lo vive sulla propria pelle. Dovunque si è recato è rifiorita la vita, ha promosso il valore della riconciliazione com’è espressione della Charitas: tra le persone più semplici, tra le famiglie, tra i grandi del tempo. E spesso per ottenere questo prezioso risultato ricorreva al miracolo, come si è verificato a Paterno con l’albero tagliato in due per sedare il litigio tra due fratelli. Francesco è un grande esperto del cuore umano: conosce la debolezza esistenziale, sa che l’uomo, sperimenta il limite, il fallimento, la divisione interna, il peccato.

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Biografia Nicola Saggio

locamndina San Nicola Saggio

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